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Pensioni: come cambiano i pagamenti ad aprile

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La fine dello stato d’emergenza porta con sé un progressivo ritorno alla normalità. Nel mese di aprile, infatti, le pensioni tornano a essere pagate come accadeva prima della pandemia.

Dal primo aprile, è ripristinato il normale calendario di pagamento delle pensioni, che, dunque, non sarà più possibile ritirarle dal 25 al 31, ma dal 1 al 6 del mese.

Pensioni ad aprile: cosa accade

Il pagamento delle pensioni torna a inizio mese. Con la fine dello stato d’emergenza, fissato al 31 marzo, l’eccezionale anticipo delle pensioni degli ultimi mesi cessa di esistere.

Da aprile i pagamenti tornano a essere erogati dal 1° al 6 del mese.

Ad annunciarlo è stata proprio Poste Italiane, che in un comunicato ha sottolineato che “per i pensionati titolari di un Libretto di Risparmio, di un Conto BancoPosta o di una Postepay Evolution le pensioni torneranno ad essere accreditate regolarmente dal primo giorno del mese”.

Inoltre, sempre da venerdì 1° aprile, i titolari di carta Postamat, Carta Libretto o Postepay Evolution possono prelevare la pensione in contanti dagli ATM Postamat.

La pensione si accredita il primo del mese. Il ritorno al calendario tradizionale comprende, oltre alle pensioni, tutti i trattamenti pensionistici, assegni e indennità di accompagnamento erogate agli invalidi civili. Durante la pandemia, il cambiamento ha interessato solo coloro che ricevevano le pensioni tramite Poste Italiane. Nulla è mutato per coloro che si affidavano alle banche.

Novità e aumenti sulle pensioni

Nonostante l’anticipo sulle pensioni abbia fatto una marchia indietro, ci sono novità introdotte dalla Manovra. Una prima riguarda l’aumento degli importi delle pensioni grazie alla riforma Irpef. Con questa riforma, gli scaglioni sono stati ridotti da cinque a quattro e sono gli stessi applicati ai lavoratori dipendenti.

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Ecco il nuovo sistema di detrazioni:

  • l’aliquota del 23% per coloro con un reddito che non va oltre i 15mila euro;
  • del 25% per i redditi compresi tra i 15mila e i 28mila;
  • del 35% per redditi compresi tra 28mila e 50 mila;
  • infine, redditi oltre i 50.0001 euro l’aliquota del 43%.

Il Governo, in merito, ha fatto sapere che i pensionati dovrebbero riuscire a risparmiare fiscalmente 210 euro ogni dodici mesi.

Difatti, per tutti i pensionati che rientrano nella fascia di reddito più numerosa, ossia tra i 15 mila e i 28 mila, ottengono un risparmio di 167 euro.

Nella fascia più alta, tra i 50 e i 55mila euro vantano di un risparmio di 744 euro all’anno. Appare evidente che i pensionati appartengono alla fascia meno numerosa. Si tratta di 96mila contribuenti, a fronte dei 4,9 milioni, inseriti nella fascia 15-28mila euro.

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