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Comuni e province, stop ai mutui per 12 mesi

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I comuni e le province potranno chiedere alle banche che aderiscono all’accordo la sospensione per un anno della quota capitale delle rete dei finanziamenti che scadono nel corso del 2020.

I TERMINI DELL’ACCORDO

È l’accordo sottoscritto da Abi (Associazione bancaria italiana), Anci (Associazione nazionale comuni italiani) e Upi (Unione delle province d’Italia). In tal modo, gli enti locali potranno utilizzare la liquidità aggiuntiva per far fronte alle spese e alle conseguenze del Covid-19. Rimane, invece, a carico di comuni e/o province il pagamento degli interessi del corrente anno. Questi dovranno essere versati rispettando le scadenze già prestabilite. Il termine ultimo per la presentazione della domanda è il 15 maggio. Essa va fatta pervenire agli istituti di credito, i quali entro 30 giorni dovranno fornire una risposta.

In sostanza, l’accordo prevede:

  • la sospensione per 12 mesi delle rate dei mutui in essere;
  • la permanenza delle stesse condizioni economiche originariamente previste;
  • la corresponsione alla banca degli interessi maturati nel periodo di sospensione secondo le scadenze contrattualmente previste e, infine, 
  • l’estensione, da parte della banca, della durata del piano di ammortamento alla fine del periodo di sospensione.

Una volta terminato il periodo di sospensione, le banche estenderanno di un anno la durata dei piani di ammortamento originari. Però la scadenza dei mutui a seguito della sospensione non potrà superare i 30 anni. Inoltre, non è prevista moratoria dei mutui per i comuni sciolti per infiltrazione mafiosa. Lo stesso principio si applica anche agli enti locali morosi o in dissesto che, al momento della presentazione della domanda, non presentino un’ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato.

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